Come entrare in contatto con gli Angeli

18/10/2018

Come entrare in contatto con gli Angeli

Prima di tutto un po’ di pulizia interiore. Immaginate di vivere in una casa invasa dal caos, dal vecchiume delle cose accumulatesi nel tempo, buttate in un angolo e dimenticate.

Viene primavera. Un bellissimo, promettente sole mattutino filtra attraverso i vetri e vi fa venir voglia di spalancare le finestre, per farlo entrare e dargli il benvenuto.

I suoi raggi smascherano ogni segreto, arrivano dappertutto. Svelano la polvere accumulatasi, le ragnatele, l’inerzia degli oggetti per troppo tempo disusati.

Vi date un’occhiata intorno e, sconsolati all’improvviso vedete con chiarezza quel che vi circonda.

Come fosse la prima volta, accorgendovi di particolari che l’abitudine vi aveva reso invisibili. Ed è allora che vi sentite salire da dentro un desiderio irrefrenabile di pulizia.

Non resta che rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro.

Da fare ne avete parecchio. Dovete andare da cima a fondo, il che vi costerà non poca fatica, ma sapete bene di doverlo fare, dopo tanto tempo e tanta noncuranza.

Solo gli oggetti veramente utili, soltanto quelli veramente belli si salveranno dal cestino dei rifiuti.

E, una volta liberati dal superfluo, da ciò che prima li nascondeva, confondendone i contorni, coprendoli, essi torneranno a rivelare finalmente il loro splendore originario e la loro originaria funzione.

E’ allora che, guardando meglio, in fondo all’angolo più nascosto del più nascosto ripostiglio, un bagliore vi rivela una presenza insospettata.

E’ come una magnifica, splendente pietra preziosa, che riflette tutta intera la luce del sole e in cui il vostro sguardo si riflette. All’improvviso vi è chiaro il motivo della fatica che vi ha portati ad una simile scoperta.

Ora sapete ciò di cui andavate in cerca, prima neppure lo sospettavate. Ma certo, era quel tesoro venuto fuori dal nulla come per incanto, il vero motivo di tanto affanno. Lo stesso che ora, dal palmo della mano, vi fa battere così forte il cuore.

Da quanto tempo era lì? Chi ce lo aveva riposto? Possibile che ci abbiate convissuto per chissà quanto tempo senza capacitarvene?

In un brivido capite quanto siete stati sbadati. Pensare che avrebbero potuto perfino sottrarvelo, senza neppure che ve ne accorgeste.

All’improvviso anche la responsabilità di un simile possesso vi appare chiara davanti agli occhi. Avete un bel chiedervi: e ora che ci faccio con qualcosa di tanto prezioso?

Potreste esporlo in bella vista in una vetrinetta, ma poi dovreste spiegarne a tutti la provenienza di cui non sapete nulla. E poi sarebbe imprudente, una vera esca per le invidie e le peggiori intenzioni.

Potreste forse incastonarlo su un gioiello che ne esalti la bellezza, ma per che fare? Nessuno potrebbe mai indossarlo, sarebbe pericoloso, e poi via, per andar dove? In pizzeria, magari, o al cinema dell’angolo? Una cosa del genere oltretutto necessita di un’apposita coreografia di contorno: bisogna averci il vestito adatto, la macchina di lusso e tutto questo a che scopo? Pura ostentazione. Sterile e insensata, uno schiaffo immeritato per chi, suo malgrado, non sia altrettanto fortunato.

Non resta dunque che venderlo, per trarne il massimo vantaggio. Ma ciò vorrebbe dire trasformarlo in qualcos’altro. Frammentarne il valore. Cosa impossibile, giacché quel brillante ne ha uno legato indissolubilmente a voi, al mistero di una storia solo vostra, di un passato che vi ha fatto ciò che siete.

Qualcosa che vi viene da così lontano che neppure ve ne ricordate, che vi appartiene intimamente e vi riguarda da vicino. E’ come se facesse parte del vostro stesso essere, se potesse raccontare di voi quel che non sareste altrimenti in grado di raccontare.

Ciò rende ancora più prezioso quel pezzetto di luce, che è vostra luce riflessa.
Dunque, molto meglio riporlo. Avvolgerlo in una stoffa scura, in modo da confonderlo col resto, con gli oggetti più ordinari e poi metterlo sotto chiave, al sicuro. Contemplarlo di tanto in tanto, in assoluta solitudine, per bearsi della sua incredibile bellezza.

Il solo sapere che la vostra casa lo contiene, la rende diversa. Misteriosa. Ma la sua è una presenza ingombrante, che quasi vi mette a disagio. Vi rendete conto che quell’oggetto vi ha come cambiati, come se gridasse dal fondo del cassetto, con una voce udibile soltanto a voi.

Incapace, da lì dentro, di svolgere la sua unica funzione: riflettere la luce, moltiplicarla, irraggiarla tutt’intorno.
Un brillante non è nulla se privato della luce.

Ma le due cose insieme hanno un effetto speculare, che ne eleva infinitamente le rispettive facoltà. Le rivela alla loro stessa fonte. Le esalta.
Non potete separarlo dai vostri occhi, e da quelli di chiunque sia in grado di goderne.

Il segreto della sua bellezza sta nella gioia che riesce a procurare.
Una gioia che non si può che condividere.

Questa piccola parabola vuol essere solamente un gioco. Basterà infatti sostituire la parola angelo alla parola brillante, per trovarne un’altra chiave di lettura.

Un modo come un altro per dire che trovare il proprio angelo è la cosa più semplice del mondo, in quanto esso non è altro che la nostra parte insieme più bella e più nascosta.

Ma per quanta oscurità, per quanto disordine ci circondi o ci riempia, basterà fare un po’ di pulizia, spalancandoci alla luce e ciò che di più prezioso possediamo finalmente brillerà, svelando la sua meravigliosa presenza.

Cercare l’angelo, insomma, è tutt’uno col trovarlo.

E trovarlo, è tutt’uno col volerlo condividere.

Tecniche di rilassamento, concentrazione e ascolto

Gli esperti di “channelling” sono convinti che gli angeli non aspettino altro che di essere invocati per poter stabilire un contatto armonico con gli esseri umani.

Nell’epoca del materialismo, ciò può forse suonare un po’ strano, ma è certo che fare un tentativo non costa nulla e, se qualcosa davvero esistesse alla base di queste teorie, saremmo senza dubbio i primi a trarne profitto in termini di benessere psicofisico ed energia positiva.

Per far ciò bisogna prima di tutto, come già detto nel paragrafo precedente, provare a fare un po’ di pulizia in fondo al proprio essere, regredendo con la mente fino a recuperare almeno un po’ del nostro spirito infantile.

Attraverso il ricordo è possibile ripercorrere le tappe salienti della nostra esistenza, arrivando, con un po’ di fortuna, a comprendere il punto in cui le cose si sono ingarbugliate, imprigionandoci e compromettendo la nostra serenità.

Cominciando ad allentare le tensioni del passato, si procederà poi con quelle del presente, con gli stress quotidiani, le debolezze, le piccole meschinità causate dal nostro ego e dalla nostra disarmonia interiore.

Tutte cose che ci attraggono inevitabilmente verso il basso e delle quali è necessario liberarsi per recuperare la “levità” di spirito e la più intima pace, necessarie per poter dialogare con gli angeli.

Detto ciò, passiamo ora al metodo che in tutto il mondo viene applicato per cercare di raggiungere stadi superiori di coscienza; metodo individuato dalla psicologa statunitense Katryn Ridall e seguito in Italia fra gli altri dalla dottoressa Dede Riva, presso l’ISPA di Milano.

1) Appartatevi in un luogo silenzioso e poi, seduti o sdraiati, rilassatevi profondamente per 10/15 minuti, a livello fisico, mentale ed emotivo.
Immaginate quindi una piccola sfera di luce bianca sopra la vostra testa che lentamente vi attraversi il capo, la gola, il cuore, il plesso solare, l’addome, la base della spina dorsale, placando e purificando tutti questi punti del corpo.

2) Invocate il vostro angelo per tre volte a voce alta, domandandogli l’aiuto che vi sta a cuore, purché si tratti di qualcosa di positivo, che non nuoccia né a voi né al vostro prossimo. La vibrazione della voce richiama l’entità spirituale che ha un’analoga frequenza vibratoria, ma allo stesso modo anche il solo pensiero, tramite le onde cerebrali, può fungere da richiamo.
Se conoscete già il nome del vostro angelo, potete chiamarlo con quello, in caso contrario basterà chiamarlo “Maestro”.

3) Chiudete gli occhi e immaginate un vaso. Fondetevi totalmente con esso, come se foste diventati il vaso stesso che attende di essere riempito.

4) Ripensate al vostro angelo e aspettate, confidando intimamente in una sua risposta.
Non è detto che la risposta arrivi immediatamente, ma state attenti nei giorni successivi anche ai vostri sogni o ai segni che vedrete intorno a voi e che potranno costituire la risposta stessa.
Il vostro angelo conosce bene il vostro codice personale e sarà in grado di comunicare con voi in modo inequivocabile, preciso e puntuale.

Scrittura automatica

1) All’alba del giorno della settimana in cui siete nati (ma qualunque altro giorno andrà bene se la domanda è urgente) appartatevi in un luogo tranquillo della casa, rilassatevi profondamente e scrivete su un pezzo di carta il nome dell’angelo che intendete contattare.

2) Concentratevi quindi sul problema per il quale lo state interpellando e esponetelo sulla carta con poche parole semplici e chiare.

3) Restate in stato di quiete, cercando di non pensare a nulla, attendendo per alcuni minuti che l’energia dell’angelo vi trasmetta l’ispirazione necessaria; infine scrivete liberamente quel che vi detta il cuore.

Qualche piccolo accorgimento in più

Non dimenticate che gli angeli amano il silenzio, l’ordine, la pulizia e i gesti misurati. Si tratta di entità spirituali molto gentili e delicate, che solitamente rifuggono la confusione, gli sbalzi d’umore repentini, le esplosioni di animosità eccessivi e gli inutili piagnistei.

Le entità preposte all’amore, all’amicizia e alle faccende che hanno a che fare con lo spirito, sono attratte dai fiori, dalle candele accese e dai colori chiari; quelle più combattive, che si invocano per aiuti materiali, amano invece il profumo di incenso e i colori decisi.

Estratto originale dal libro “Angeli intorno a noi” di Giulietta Bandiera

Approfondisci l’argomento “Angeli custodi” in questi articoli:

    1. Angelologia: come conoscere i tuoi Angeli-Istruzioni per l’uso
    2. Angelo custode, Angelo del giorno e Angelo delle Missioni
    3. Angeli Custodi: Guardiani della nostra Anima
    4. Angelologia: La Kabbalah e i 72 Nomi di Dio
    5. Geometria sacra dell’Albero della vita: La Cabalà
    6. Calendario Angelico: i 72 Angeli custodi
    7. Calendario Angelico: Angelo delle Missioni e dono dispensato
    8. Calendario Angelico: Angelo del giorno e dono dispensato 
    9. Arcangeli e Angeli | Gerarchie e Sfere angeliche nell’Albero della vita

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